Gennaro Vitiello

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Rassegna stampa Premio Lucio Beffi

Di Raffaele Capano (del 13/11/2009 @ 17:45:21, in Rassegna stampa, linkato 2305 volte)
da La Repubblica, 03 giugno 2008 pagina 12 sezione: NAPOLI
(www.repubblica.it)
A Piovani e Servillo il Beffi di Ercolano
Le eccellenze del teatro e della musica premiate in un gala al teatro Plinio del Centro Don Orione di Ercolano. Dalle 20.30, nella struttura vesuviana, sarà ospitata la cerimonia che conclude la IV edizione del "Premio nazionale di regia teatrale Lucio Beffi", che quest'anno incorona il pianista Nicola Piovani, Toni Servillo come miglior regista, Tosca come migliore interprete femminile e Massimo Venturiello come migliore interprete maschile. L' evento, condotto dal giornalista Mimmo Liguoro e dall'attrice Alessandra Borgia, con la direzione artistica di Mariano Rigillo, renderà omaggio anche al regista Gennaro Vitiello: a ritirare una targa d' argento in sua memoria la figlia Cordelia. Infine il maestro Piovani eseguirà il "Concerto per quintetto". (g.v.)

da La Tofa, n° 54 dell'11 giugno 2008
Premio Beffi, i torresi ed il teatro comunale
Della quarta edizione del Premio nazionale di regia teatrale “Lucio Beffi”, conclusosi con una “serata d’onore e d’alto livello” martedì 3 giugno al Teatro Don Orione, vogliamo, a nostro avviso, porre l’attenzione, tra le altre cose, su tre aspetti: il primo, la manifestazione ha suscitato lo stesso orgoglio di sentirsi torrese che ha suscitato la giornata dedicata ai marittimi dell’Andrea Doria ed a tutti i marittimi in genere; il secondo, le bellissime parole del direttore artistico Mariano Rigillo, che, decantando l’operato degli organizzatori, auspicava in un … lontanissimo futuro di ricevere le stesse celebrazioni di Lucio; il terzo la necessità di avere al più presto un teatro comunale: manifestazioni come quelle del Premio Beffi meritano di essere ospitate a Torre in una struttura teatrale comunale degna di questo nome, assieme a tutte quelle di spessore e livello culturale. Detto questo occupiamoci della serata. I presentatori dell’evento, il giornalista Mimmo Liguoro e l’attrice Alessandra Borgia, hanno parlato di Lucio Beffi, della sua grande importanza e levatura, ricordandolo come un grand’uomo “che ha dedicato la vita alla ricerca della libertà nell’arte e dell’arte nella libertà”. Mimmo Liguoro in particolare ha dedicato questo momento culturale torrese “all’arte e alla cultura”, ritenuti fondamentali “in un momento così difficile per la Campania”. Eccezionale e di grande interesse culturale e musicale è stata l’esibizione sul palco di Nicola Piovani, venuto a ricevere il “Premio alla carriera” dell’associazione Beffi, che ha regalato un lungo momento concertistico con l’esibizione del “Concerto in quintetto”. È così che Piovani ha proposto alcuni suoi grandi successi ,”Il poeta delle ceneri” “La notte di San Lorenzo”, “Caro diario”, “La messa è finita”. Il momento clou è stato l’omaggio al grande Fabrizio de Andrè, per il quale lo stesso Piovani ha scritto le musiche per il disco “Non al denaro, non all’amore, né al cielo”. Il pezzo scelto è stato “Il suonatore Jones”, l’ultimo brano di quel LP, e la sua realizzazione è eccellente, anche se, sostiene Piovani, “senza la voce di Fabrizio, il brano non può che essere monco”. Il concerto ha continuato con una carrellata di motivi tra cui spiccano “La vita è bella”, per cui ha ricevuto l’Oscar, “Il camorrista”, tratto dal film di Giuseppe Tornatore. Il premio alla carriera assegnatogli dall’associazione Beffi è testimonianza dell’apprezzamento che il pubblico nutre per Piovani.
Altri premi consegnati: premio alla miglior regia teatrale conferito dal pubblico a Toni Servillo, per la messa in scena della “Trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni. Servillo ha testimoniato
della sua conoscenza con Lucio Beffi, una persona straordinaria conosciuta da giovane e il cui entusiasmo ha incoraggiato l’artista ad iniziare la sua carriera teatrale.
I premi di miglior attore e miglior attrice sono stati consegnati a Massimo Venturiello ed alla cantante Tosca entrambi per lo spettacolo “Gastone” di Ettore Petrolini. Un altro ricordo
carico di affetto e ammira zione è stato poi indirizzato a Gennaro Vitiello (morto nel 1985), mai dimenticato artista torrese del Libera Scena Ensemble e del Teatro Laboratorio, altra figura di
grande livello per il nostro teatro, il cui premio è stato ritirato dalla figlia, signora Cordelia. Ma molto apprezzato e da citare è senza meno il Premio “Corti Teatrali”, riservato agli studenti delle superiori e giunto alla
seconda edizione. E’ stato vinto anche quest’anno dall’Istituto “Pantaleo”, dai ragazzi guidati dalla
prof.ssa Eva Contigiani. Un secondo appuntamento vittorioso che testimonia dell’impegno costante degli studenti e del convinto sostegno della dirigenza scolastica. Gli studenti ed i
docenti che seguono il progetto si attendono anche dal nuovo Dirigente prof. Carlo Ciavolino la stessa attenzione che i dirigenti responsabili dell’istituto superiore torrese hanno riservato nella gestione precedente a questo importante progetto scolastico, che va al di là del fattore didattico per rappresentare un momento culturale di vera crescita.
Un ottimo bilancio quello di quest’anno che vede questo prestigioso premio crescere di importanza culturale sempre di più, anno dopo anno, ritagliandosi un proprio spazio ed assurgendo ad uno dei più seguiti ed apprezzati eventi culturali torresi.
Tommaso Gaglione

da Tutto è... del 5 giugno 2008
Premio Lucio Beffi, riconoscimenti per Tony Servillo e Nicola Piovani
di CARMEN CELLA
Martedì scorso, al teatro Plinio del centro Don Orione di Ercolano si è svolta la quarta edizione del premio nazionale di regia teatrale “Lucio Beffi”, che quest’anno ha aperto alla musica d’autore, conferendo il premio alla carriera a Nicola Piovani. La serata di premiazione, che ha visto la partecipazione di attori, registi, giornalisti, è stata condotta da Mimmo Liguoro, giornalista televisivo e grande appassionato di musica, e da Alessandra Borgia. Piovani ha eseguito il suo “Concerto in Quintetto”, proponendo musiche scritte per il cinema ed il teatro e riadattate per i suoi solisti. Il premio, che si avvale della direzione artistica di Mariano Rigillo, designa ogni anno, attraverso il voto espresso dal pubblico che ha assistito ad otto spettacoli teatrali, precedentemente individuati dalla giuria tecnica e presentati nei maggiori teatri della Campania, il miglior regista, la migliore attrice ed il miglior attore dell’anno. I premi 2008, costituiti da preziose creazioni in corallo e oro, sono stati assegnati: per la migliore regia a Tony Servillo; a Tosca, quale migliore interprete femminile e a Massimo Venturiello quale migliore interprete maschile. Nel corso della serata, a Cordelia Vitiello, figlia di Gennaro Vitiello, l’indimenticabile regista prematuramente scomparso nel 1985 (autore tra i più geniali e moderni dell’epoca) è stata consegnata una targa d’argento. Il teatro e la cultura di Gennaro Vitiello ebbero un respiro internazionale. Autore di quello che oggi potremmo definire teatro globale, con la sua “Libera Scena Ensemble”, riuscì a coniugare la cultura napoletana con quella definita “alta”, richiamando l’attenzione costante di grandi settimanali, tra i quali l’Espresso e di critici teatrali di grande rigore, quale Rita Cirio. Il premio, istituito nel 2005 dall’associazione Amici delle Arti “Lucio Beffi” di Torre del Greco, evidenzia non solo le “eccellenze” dell’anno nel mondo teatrale, ma sostanzia il momento conclusivo di un percorso culturale tendente a fare emergere le promesse del campo artistico teatrale. Un’attività accompagnata anche da una produzione editoriale di notevole interesse culturale; un impegno variegato, ma ben finalizzato, nel ricordo di un geniale esponente del mondo teatrale italiano e partenopeo, qual è stato Lucio Beffi.
 

Articolo su Gennaro Vitiello di Stella Cervasio

Di Raffaele Capano (del 01/10/2007 @ 15:20:39, in Rassegna stampa, linkato 1122 volte)
Sul numero de "La città" di settembre 2007 è apparso un articolo di Stella Cervasio dedicato a Gennaro Vitiello.
Ne proponiamo qui il testo integrale:

Gennaro Vitiello e il suo teatro globale

Dopo il San Ferdinando, la prima esperienza di un ragazzo vesuviano che avesse voglia di capire le dinamiche del palcoscenico, negli anni Settanta-Ottanta, era il Teatro nel Garage. Di segno diverso dalla drammaturgia eduardiana e profondamente legata ai tempi in cui si viveva e a un concetto di cultura che oggi definiremmo globale, l'opera di Vitiello e del suo gruppo rispondeva a un progetto preciso, il cui pregio maggiore era la capacità di unificare koinè differenti. Accanto all'universitario e a chi veniva dai venerdì di prosa alla televisione così come dall'avanguardia, in quel pubblico finalmente unificato poteva sedere con uguale interesse chi frequentava la cultura napoletana senza avere cognizione della letteratura "alta", alla quale comunque l'autore attingeva (Genet, Buchner, Brecht). Bisogna tener presente che all'epoca l'espressione popolare napoletana non era sdoganata nel suo complesso. Ciononostante una persona abituata a frequentare la lingua napoletana che non aveva mai letto Shakespeare, non avrebbe avuto alcuna difficoltà a seguire uno spettacolo di Gennaro Vitiello. L'unione dei pubblici, un miracolo che in sala difficilmente si verificava e che oggi non si ripete con la stessa frequenza.

Non saprei neppure più ritornare in quel punto preciso in cui le performance del Libera Scena Ensemble diretto da Gennaro Vitiello si compivano, in una Torre del Greco terza città della Campania, che vantava a quel tempo anche una rassegna di teatro - le Settimane Internazionali di Teatro Laboratorio, ospitate in un vero teatro e non in un cinema adattato, il Metropolitan, in piena zona popolare ma mai in quelle occasioni vissuto come luogo di un evento "calato dall'alto". Una rassegna che ricordo importante e recensita, ad esempio, su settimanali come l'Espresso, da critici teatrali come Rita Cirio, che tutti leggevamo con interesse. Quel che è certo però è che nessuna città vesuviana ha più avuto una sua stagione teatrale del peso di quella costruita di anno in anno dal regista scomparso nel 1985 e purtroppo poco ricordato da una storia del teatro che pure è stata segnata intensamente dal suo passaggio, anche per gli sviluppi futuri. La morte prematura ha privato poi Napoli di un autore che avrebbe dato al teatro un contributo determinante con la sua maturità artistica e alla cultura una partecipazione attiva, misurata e perché no, illuminante. L'idea di avvicinare alla sorte dei Negri di Genet quella del popolo del sud d'Italia, oggi si direbbe dei sud del mondo, oppure il progetto di "Mammà chi è" come accostamento antropologico al Cerchio di gesso del Caucaso di Brecht, favola di ispirazione orientale su temi cruciali come guerra, ingiustizia sociale e sentimento materno, che cos'è, se non una grande operazione culturale che crea un affondo in quello che appare uno dei luoghi comuni della cultura del sud ma che ha radici ancestrali e bibliche? Vitiello aveva il "vizio" degli uomini di cultura veri, non degli intellettuali di professione, di rendere attuale e concreta una riflessione che viene da lontano, dal pensiero umano, dalla letteratura. Ma che non è mai distante da chi tenta un avvicinamento che spesso oggi ancora si rivela irto di difficoltà.

Stella Cervasio
 
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